Un caso di tubercolosi è stato riscontrato in Valdera (Pisa)

Scritto da riccardo in Notizie il 4 giugno, 2013 |  Nessun Commento »

LOndra – Un caso di tubercolosi è stato riscontrato in valdera, si tratta di un bambino di 9 anni che frequenta la scuola elementare. Il bambino, dalla pediatria di Pontedera, è stato trasferito presso l’ospedale Meyer di Firenze. Il personale medico ed infermieristico dell’igiene e sanità pubblica della valdera ha effettuato immediatamente l’indagine epidemiologica, dalla quale non sono emersi fattori di rischio particolari (frequentazioni di ambienti o soggetti a rischio).

Gli alunni che frequentano la stessa classe del bambino sono 15 e le insegnanti della classe 6.
Oggi, martedì, i genitori sono stati convocati per una riunione informativa che si terrà giovedì prossimo, presso la sede della Sanità Pubblica, per definire le misure di profilassi che verranno adottate.
Sulla base di quanto previsto dalle linee guida nazionali e regionali per il controllo della tubercolosi, congiuntamente con il direttore della pediatria del Lotti, Dott. Amerigo Celandroni e lo pneumologo saranno effettuati ai bambini che hanno frequentato il soggetto, considerati contatti stretti, i test specifici di screening, quali l’intradermoreazione di Mantoux.
I pediatri dei bambini della classe coinvolta sono stati informati del caso e sono stati invitati anche ad effettuare una stretta sorveglianza dei loro assistiti ed a segnalare qualsiasi evento ritenuto degno di nota.
Anche le insegnanti della classe sono state invitate ad effettuare il test presso le strutture della ASL,così come tutti i contatti familiari.
Il controllo della malattia, nei contesti epidemiologici a bassa incidenza, quale l’Italia, avviene principalmente tramite la prevenzione della trasmissione, che avviene prevalentemente per via aerea, al fine di interrompere la catena di trasmissione della malattia.

La pubertà nei ragazzi

Scritto da riccardo in CONSIGLI UTILI il 24 maggio, 2013 |  Nessun Commento »

Londra – La Pubertà è il cambiamento dall’infanzia all‘età adulta, con modifiche fisiche, funzionali e psichiche.

Nella femmina si evidenzia il bottone mammario e i peli del pube;nel maschio l’aumento dei testicoli e comparsa dei peli pubici.

Attualmente la pubertà è più precoce. Negli anni ’60 avveniva verso i 13 anni per il maschio e verso gli 11 per la femmina . Negli anni ’90,Studi osservavano l’anticipo di un anno.

Le ricerche attuali della Società Americana di Pediatria hanno rilevato che la pubertà nei bianchi e ispanici avviene intorno ai 10 anni,mentre negli afroamericani verso i 9 .

In Italia sta avvenendo a 8 anni per le bambine e 9 per i bambini.

Studi recenti hanno documentato che la precocità della pubertà non anticipa le mestruazioni o, nel maschio, la produzione di spermatozoi. Questi eventi avvengono, normalmente circa due anni dopo l’inizio della pubertà.

Numerosi fattori anticipano la pubertà:

- L’obesità per i maschi e per le femmine,con peso attorno ai 40 Kg,può dare un inizio più precoce delle mestruazioni.

Invece c’è ritardo nei bambini con anoressia,esercizi fisici eccessivi o intossicazione da piombo.

Una sana alimentazione evita questi effetti negativi, combattendo eccessi ponderali e magrezza.

Come spesso, una sana alimentazione fornisce ampia gamma di elementi naturali:calcio,ferro,vitamina D,proteine. Alcuni sono di origine animale,ma bisogna limitare la carne rossa e abbondare in frutta e verdura.
Se il bambino ha difficoltà ad accettarle, è bene preparare frullati o centrifugati invece di succhi industriali, ricchi di zuccheri e carenti di vitamine e minerali.

Sport e attività fisica all’aria aperta sono importanti,riducendo tempo davanti alla Tv e procurando buon sonno.

Nei primi anni,meglio attività di squadra, per la socialità unitamente alla importantissima tranquillità familiare.

Cosmetici,giocattoli,prodotti per la casa contengono sostanze chimiche che agiscono sul sistema endocrino (ormonale) negativamente e anticipano la pubertà.

Studi Americani hanno rilevato la comparsa di piccoli peli pubici,in maschi e femmine,causati da creme contenenti testosterone.

La rivista scientifica Environmental Health Perspectives riferisce le ricerche dell’Università di New York,sull’interferenza con gli ormoni femminili e pubertà precoce, causata da Fenoli, Ftalati, Fitoestrogeni

Gli Ftalati (proibiti in Europa) contenuti in shampoo e lozioni, sviluppano precocemente la mammella e i peli pubici.

Uniti alle altre due sostanze producono lo stesso effetto sulla mammella.

Grande attenzione al “Bisfenolo A”,contenuto in plastica rigida trasparente (biberon,bottiglie,piatti) esso può migrare negli alimenti,alterando l’attività dell’apparato endocrino, nell’attivazione dei ricettori ormonali, influenzando negativamente la salute, in dosi alte.

Dall’Università di Napoli,esiste la documentazione dell’effetto del Bisfenolo A quale causa di accumulo nella massa grassa del bambino e anticipo di pubertà e obesità.

Consulenza Medico Scientifica Prof.Giovanni Serra, già Primario Neonatologia dell’Ospedale Gaslini di Genova

luisa costa

I bambini esposti a basse concentrazioni di allergeni comuni dimezzano il rischio di sviluppare l’asma

Scritto da riccardo in CONSIGLI UTILI, Notizie il 22 aprile, 2013 |  Nessun Commento »

Londra – Secondo una nuova ricerca dell’Universita’ di Southampton citata dalla rivista Telegraph i bambini esposti a basse concentrazioni di allergeni comuni, come gli acari della polvere, durante il primo anno di vita dimezzano il rischio di sviluppare l’asma nel corso del tempo.

I primi dodici mesi sono fondamentali nel determinare la propensione alle allergie dei bimbi: l’esposizione ridotta nel primo anno di vita diminuisce il pericolo di ammalarsi di asma, e non solo, durante la crescita.

Lo studio inglese ha monitorato per 23 anni un gruppo di centoventi persone sottoposte sin dalla nascita a livelli ridotti di comuni allergeni: prodotti lattiero-caseari, uova, soia, pesce e noci. Le famiglie di questi bimbi – tutti allattati al seno materno, hanno adottato particolari strategie di protezione dalle allergie, come il ricorso a coperture in vinile per materassi e a pesticidi per uccidere gli acari della polvere. I risultati hanno dimostrato che a 18 anni il 27% degli individui del gruppo di controllo esposto normalmente ai potenziali allergeni comuni aveva sviluppato l’asma rispetto al solo 11% del gruppo di “prevenzione”.

I disturbi alimentari nella prima infanzia

Scritto da riccardo in Alimentazione, CONSIGLI UTILI il 25 marzo, 2013 |  Nessun Commento »

I disturbi alimentari nella prima infanziaLondra – Esiste un 25% di bambini che presentano disturbi alimentari, anche se hanno un normale sviluppo psicologico.
 
Ciò può iniziare al 6° mese, all’inizio dello svezzamento, o nel secondo e terzo anno d’età, con elezione autonoma.
 
Quale segno iniziale?
Semplicemente il rifiuto di un nuovo cibo, pur continuando con il latte dai primi mesi.

I rimedi? Non insistere, ma riprovare alcuni giorni dopo con lo stesso cibo e se rifiuta ulteriormente variare il tipo di alimento nella forma e colore, che sono condizionanti.
Esempio semplice è sostituire il brodo vegetale con la farina lattea.
Nel continuare del disturbo è bene verificare eventuali cause quali:reflusso o vomito, problemi con i genitori, eventi traumatici.
 
Nel rapporto con i genitori quali sono le cause frequenti?

La difficoltà di regolazione dei processi affettivi come l’emotività, il comportamento.
Oppure aspetti del carattere del bambino.
Altro è la presenza di patologia psichica dei genitori, o di uno di essi tipo ansia o depressione.
Ancora, la presenza di stress dei genitori, dovuta a separazione o disgrazie.
 
Uno di questi disturbi può originare problematiche alimentari precoci e persistenti quali : inadeguata
assunzione di cibo, significativa perdita di peso e difficoltà di accrescimento o compromissione del linguaggio.

Quando i genitori presentano psicopatologie,possono comparire con maggior intensità e frequenza i disturbi alimentari.

Quali di questi problemi genitoriali incidono? 
La rigidità con il bambino,essere disordinati o confusi, o con comportamento estremo da stress.
Possono fornire un insegnamento inadeguato circa l’alimentazione, provocando problematiche alimentari, neurologiche, psicologiche.

In questi casi c’è una percentuale maggiore di bambini con difficoltà alimentari.
 
Ricordiamo che, dalla nascita, il rapporto bambino-mamma è fondamentale,per cui, se la mamma presenta atteggiamenti quali: essere troppo permissiva, imprevedibile, coercitiva, intrusiva o iperstimolante, oppure forzare spesso l’alimentazione o non accettare o capire segnali dal bambino, esternando rabbia o ostilità durante il pasto, è inevitabile la generazione di problemi alimentari nel piccolo.
 
Anche in assenza delle problematiche genitoriali, i bambini dal 5% al 10%, nei primi 15 mesi di vita, possono avere difficoltà alimentari, in particolare il rifiuto di alcuni cibi.

Quando ci sono problemi di linguaggio o emozionali,possono presentarsi difficoltà alimentari.
Questi disturbi, se precoci, possono influenzare la crescita, lo sviluppo della personalità o del comportamento.
Se i disturbi continuano fino all’adolescenza, sono un fattore di rischio.
 
Può esserci qualche segnale di una futura anoressia? 
Può esserci quando il bambino ha scarso appetito e un rifiuto selettivo del cibo.
 
Consulenza Medico Scientifica del Prof. Giovanni Serra,
già Primario di Neonatologia all’Ospedale Gaslini di Genova
 
 
Luisa Costa