Afte, cosa è, come si tratta. Ne parla il Prof. Serra già primario del reparto di neonatologia dell’Ospadale Gaslini di Geniva

Capita, nella Prima Infanzia, riscontrare frequentemente afte, nei bambini.
 
Esse sono piccole ulcerazioni che risiedono nella mucosa della bocca; ma si possono trovare sulle labbra, nell’interno guance, sulle gengive, lingua e palato.
Possono essere singole o multiple e di pochi millimetri.

Inizialmente appaiono come vesciche biancastre, con liquido.
 
Dopo circa 24 – 48 ore dalla comparsa,con la rottura delle vescicole, l’Afta diventa una piccola ulcera rotondeggiante, di colore biancastro con bordo arrossato.

L’Afta causa dolore e irritazione.
L’alimentazione può causare dolore ed il bambino tende, quindi, a rifiutare il cibo.
In presenza di Afta è bene evitare i cibi caldi, cidi, salati, troppo densi, gli agrumi ed il cioccolato.
 
Le cause di questa affezione non sono specificatamente note, ma è accertato che sono molteplici.
Forse la più rilevante, è la mancanza di vitamina del Gruppo B12, ma anche l’acido folico, il ferro, le intolleranze alimentari o da farmaci,gli stress emotivi o fisici,il contatto della bocca con oggetti sporchi o delle labbra con animali domestici.

In alcuni casi,esiste predisposizione genetica, che va valutata, cercando, contemporaneamente, la manifestazione di Afte nell’infanzia dei genitori o dei nonni.
 
Normalmente, il bimbo guarisce spontaneamente in 7 – 10 giorni, ma l’Afta può riformarsi nei mesi successivi.

E’ sonsigliabile consultare il Pediatra di famiglia, dopo 10 giorni dalla manifestazione.
 
Nei casi di bambini con episodi ricorrenti di Afte, è importante mantenere la bocca pulita, usando colluttorio disinfettante, non alcolico.
 
Quando ci sono casi molto dolorosi, si consiglia l uso di cortisone, che alleggerisce il dolore e accelera la rimarginazione delle piaghe.
 
Consulenza medico scientifica del Prof. Giovanni Serra, già Primario Ospedale Gaslini in Genova
 
Luisa Costa

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