Fumo di “terza mano”, il nemico dei più piccoli

Passive smokingLondra – Le precauzioni che riguardano il fumo, dovrebbero essere molto più attente e scrupolose, maggiormente quando riguardano la presenza di bambini.

Si è scritto molto e da esperti più che autorevoli, circa i danni provocati dal fumo; ma, purtroppo, l’uso delle sigarette non accenna a diminuire e cosa molto grave, in gravidanza o in presenza di bambini.

I genitori pensano che fumare in terrazzo o in un’altra stanza, sia sufficiente a proteggere il bambino, anche perché ritengono che il fumo si disperda nell’ambiente.
Ma questa opinione non è, però corretta.

Alcuni studi dei ricercatori statunitensi del “Laurence Berkeley National Laboratory “hanno evidenziato che la contaminazione del fumo permane negli ambienti e, in particolare, su vestiti, arredi, sedili delle auto.
Questo, quindi, è un nuovo nemico dei bambini e si chiama fumo di “terza mano”, con effetti persino peggiori di quello di “seconda”, il cosiddetto “fumo passivo”.

Il fumo di terza mano può provocare la rottura dei filamenti del DNA (acido desossiribonucleico) e causare danni ossidativi allo stesso DNA, rendendone più probabile una mutazione genetica.
Alcuni dei composti chimici in questo fumo, sono tra i più potenti agenti cancerogeni che restano sulle superfici e in particolare si depositano su capelli, vestiti e tappeti.

I bambini possono entrare facilmente in contatto con questi pericolosi agenti, tramite i genitori o toccando ogni cosa e portando le mani alla bocca.

In particolare il contatto con la mamma che fuma è più accentuato con l’allattamento al seno.

E’ più che necessario che le donne non fumino durante la gravidanza, poiché il bambino potrebbe nascere con i bronchi più piccoli e successivamente essere esposto a bronchiti e asma.
Le problematiche del bambino possono essere di varia natura,con risultato simile a quello del fumo attivo e passivo.

La genotossicità può essere associata ad una serie di problemi, in particolare il cancro, ricordando che il fumo di “terza mano” è più subdolo perché chi si trova in ambienti “infetti” non si rende conto di che cosa stia rischiando.

Prof. Giovanni Serra
Prof. Giovanni Serra
Il fumo di “terza mano” è più pericoloso per i bambini piccoli, poiché loro sono più esposti, avendo maggiori contatti con i genitori ed essendo abituati a gattonare e a toccare le superfici di casa.

Particolare rischio per i più piccoli, specie quelli che iniziano i primi passi o che giocano molto a terra.

Inoltre, se respirano in una stanza in cui un familiare o altra persona ha fumato il giorno prima, possono avere problematiche per la salute, soprattutto se sono neonati.

Luisa Costa con l consulenza medico scientifica gratuita del Prof.Giovanni Serra, già Primario Neonatologia dell’Ospedale Gaslini di Genova.

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