L’INFLUENZA NEI BAMBINI

Genova – Scriviamo ancora oggi, inizio primavera,perchè quest’anno le forme influenzali non sono ancora cessate,anzi si notano parecchie ricadute. Normalmente l’influenza si manifesta soprattutto nel periodo invernale e nei bambini è più frequente specie nei primi anni di vita e in età scolare.

E’ una malattia infettiva respiratoria acuta, prodotta dal virus che si insedia, e si moltiplica nelle vie respiratorie. I bambini sono particolarmente suscettibili all’influenza e al raffreddore. Il virus presente nella saliva e nel muco può trasmettersi da un bambino a un altro, mediante le mucose di bocca, occhi e naso.

I virus influenzali si manifestano e si modificano ogni anno perciò non è possibile garantire ai bambini un’immunizzazione permanente. Dopo che il virus entra nell’organismo, i sintomi iniziano da 1 a 4 giorni e possono essere da lievi a severi

I primi sintomi nei piccoli, nella maggior parte dei casi, possono includere febbre (generalmente con brividi), dolori muscolari ed articolari, cefalea, malessere generale, tosse non catarrale, raffreddore, mal di gola, congestione nasale, mancanza di appetito. Oltre questi sintomi, nei bambini, l’influenza si può manifestare con disturbi dell’apparato gastro-intestinale (nausea, vomito, diarrea). I dolori diffusi si risolvono dopo 7-10 giorni ma il malessere e l’inappetenza possono durare ancora a lungo.

Quando il bambino ha l’influenza non bisogna avere rapporti con altri, per evitare di infettarli. E quando si manifestano i primi sintomi bisogna tenerlo a casa a riposo, non sempre a letto, e in un ambiente confortevole ma non troppo caldo. Logicamente evitare luoghi affollati se i casi di malattia influenzale sono molto numerosi. Far bere molti liquidi persi con la febbre ed, eventualmente, con gli episodi di vomito e offrirgli alimenti leggeri, ma nutrienti e facilmente digeribili.

Inoltre, se il bambino è svezzato, conviene offrire alimenti con zuccheri, che forniscano calorie in forma rapida.
Se proprio  non ha fame bisogna non forzarlo a mangiare e, quando è necessario, offrire alimenti digeribili e ricchi di vitamine, particolarmente frutta e verdura.

Se in casa ci sono fratelli o nonni non ancora ammalati, il bambino influenzato dovrebbe stare riguardato per evitare di diffondere l’infezione.

Per le cure vere e proprie, è bene una visita dal pediatra che, certo non prescriverà  un antibiotico ma un antipiretico e un analgesico, a base di paracetamolo, che oltre l’abbassamento della febbre, riduce il mal di testa e i dolori muscolari.

Luisa Costa

Con la Consulenza Medico Scientifica del Prof. Giovanni Serra ,già Primario Neonatologia dell’Istituto Gaslini di Genova

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