La bronchiolite nei neonati e nei bambini

La bronchiolite è una malattia che preoccupa giustamente i genitori , è un’infezione delle basse vie aeree (più vicine al polmone), che colpisce i bambini molto piccoli ed è causata da virus.

Compare più spesso nei mesi d’autunno e d’inverno, rendendo difficile la respirazione.
I bambini, che ne sono colpiti, prevalentemente di età inferiore ai 2 anni e soprattutto nei primi 6 mesi di vita,  possono presentare difficoltà respiratorie o problemi ad alimentarsi;per cui nei casi più gravi,sono costretti al ricovero  ospedaliero.
La bronchiolite è causata principalmente dal virus respiratorio sinciziale (VRS) ma anche da altri virus : Adenovirus, virus dell’influenza e virus di parainfluenza.

Il suo inizio può manifestarsi con un semplice raffreddore e il bambino inizialmente può avere muco dal naso e talvolta febbre con tosse.

Successivamente, dopo alcuni giorni, la tosse può peggiorare.

La difficoltà respiratoria del bambino può diventare più rapida , manifestandosi visivamente a livello delle narici e delle costole.

Il piccolo malato può avere una respirazione rumorosa e soffrire per aumento degli sforzi  . Mentre  il neonato può avere difficoltà nel mantenere il respiro.

L’aumento della difficoltà respiratoria può causare problemi ad assumere il solito quantitativo di latte al seno o dal “biberon” con conseguenza di una riduzione della quantità di urina.

In questo stato il bambino può affaticarsi con il pasto ed è probabile avere una frequente irritazione.

Gli esperti suggeriscono innanzitutto di allattare (o offrire il biberon) e somministrare piccoli pasti più frequenti,che possono essere di aiuto.

Nelle forme più leggere la bronchiolite può essere gestita a casa, ma conviene,in ogni caso, far visitare il bambino dal Pediatra che ,oltre a  una diagnosi precisa, se necessario, può prescrivere farmaci broncodilatatori per aerosol o cortisonici per via orale.

Su questa terapia è interessante il criterio del prof. Renato Cutrera,( dirigente medico di secondo livello presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) che cita: “Si tenga presente, però, che tali farmaci non hanno la stessa efficacia su tutti i bambini e che nelle forme più serie, potrebbero non essere sufficienti. Per questo, se la mamma nota i segni di insufficienza respiratoria sopra elencati, è opportuno che torni al più presto dal Pediatra o si rechi al più vicino Pronto Soccorso per una nuova valutazione delle condizioni del bebè. Più il bambino è piccolo, infatti, più è probabile che si renda necessario il ricovero per instaurare la terapia più idonea”.
La  maggior parte dei bambini migliora spontaneamente in due settimane anche se possono mantenere la tosse più a lungo.                                                                                                           Quando il bambino è migliorato completamente, può tornare alla vita normale e alimentarsi senza problemi.

Luisa Costa                                                                                                                                                 Consulenza Gratuita Medico Scientifica Prof. Giovanni Serra, già Primario Neonatologia Ospedale Gaslini  Genova

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