COME FAR DORMIRE IL BAMBINO PER TUTTA LA NOTTE

Genova – Le prime settimane di vita non presentano  il neonato con un sonno notturno continuo, perché altrimenti  durante il giorno dovrebbe fare poppate frequenti, dalle 8 alle 12 volte, almeno ogni 2 e 3 ore.
Il neonato, nei primi mesi, può alimentarsi anche di notte e poco per volta  prolungare gli intervalli di sonno notturno. Dai 3 mesi,alcuni,possono dormire la notte, fino a 8 ore continue e, con il primo anno raggiungere 10-12 notturne.

Per agevolare un buon sonno, bisogna, però, creare un ambiente favorevole e conciliante: attrezzando la culla, evitando distrazioni come luci e suoni.
Nelle prime settimane è bene riposare con il neonato,che reclama il primo posto.

Se la mamma, durante la notte, tiene il piccolo più vicino, rende meno faticoso l’accudimento notturno. Il bambino che dorme vicino alla mamma risponde alle sue esigenze notturne, riducendo al minimo le interruzioni del sonno degli adulti.
Dai primi giorni al bambino si può dare un oggetto transazionale, sopratutto una coperta o un animale di stoffa che può diventare il compagno preferito che contribuisca a farlo calmare e addormentare.

Se il bambino si sveglia all’improvviso, soprattutto durante la notte, avere vicino l’odore della mamma può calmarlo e aiutarlo a riaddormentarsi.
Nell’infanzia il bambino, soffrendo di stati di sonnolenza, può rapidamente passare a  momenti di veglia. Se si addormenta durante il pasto,o si trova nel passeggino,è meglio spostarlo a dormire nel luogo più consono.

Quando è sveglio bisogna socializzare con lui.

Tanti neonati scambiano il giorno per la notte, benché i bambini finiscano per dormire più a lungo di notte.

Ma è necessario anche insegnare al bambino a dormire di notte,in modo prolungato nel proprio letto, facendolo sentire più sicuro ed indipendente. Risulta molto utile iniziare a creare una buona routine della sera, cantando, giocando, leggendo, cullandolo, facendogli un bagno caldo, mettendogli il pigiama, avvolgendolo nelle coperte e infine spegnendo la luce.
Se il bambino inizia ad agitarsi durante la notte è necessario andare subito da lui e prima che si svegli completamente dargli da mangiare. In silenzio,senza  accendere  luci, mantenendo l’atmosfera silenziosa in modo che il bambino possa capire che non è il momento di giocare.

Nel giorno invece bisogna utilizzare i momenti del pasto per parlare, cantare, coccolare e interagire con il piccolo. Ricordiamo che il bambino piccolo vuole e necessita la vicinanza della mamma per addormentarsi, ma senza  prenderlo in braccio, dandogli cattive abitudini.

Quando la mamma lo allatta o gli da il biberon, il bambino si addormenta da solo,rassicurato e tranquillo.
Per farlo dormire tutta la notte quando piangesse, bisogna lasciarlo da solo, nel lettino,accostando leggermente la porta e lasciandolo piangere un po’.

Se più volte il bambino si lascia inascoltato durante il pianto,non convulsivo, può imparare ad addormentarsi da solo.

Successivamente, secondo tale acceditata teoria, sapendo che i pianti non hanno risposta,capisce che non vale la pena strillare tanto forte.

Il dottor Richard Ferbes, autore di “Solve Your Chind’s Sleep Problems”, parlando di questo approccio molto utilizzato e apparentemente spiegato, consiglia però, di non utilizzarlo con bambini di età inferiore ai 7 mesi.

Ferber raccomanda anche,che i genitori non lascino il bambino completamente solo, ma lo confortino periodicamente, senza però prenderlo in braccio.

Luisa Costa

Consulenza Prof. Giovanni Serra, già Primario Neonatologia Ospedale Gaslini di Genova

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