LA MIOPIA NEI BAMBINI

Genova – E’ un dato che i bambini miopi eseguano con notevole interesse, diverse attività da vicino: disegno, lettura, scrittura, scultura, abilità manuali, modellismo, bricolage e altro,che risultano più semplici, mentre penalizzano le attività sportive, che richiedono maggiore percezione degli oggetti da lontano.

La miopia è un difetto visivo che porta a visione non precisada lontano, mentre la visione da vicino può essere molto buona.

Nel linguaggio medico è definita un “vizio di refrazione”. Il termine miopia deriva dalla parola greca myopos, che significa “chiudere” per indicare abitudine tipica dei miopi di strizzare gli occhi per vedere meglio da lontano.

Nell’occhio normale (emmetrope) i raggi luminosi che provengono dagli oggetti distanti vengono messi a fuoco esattamente sulla retina.

Nell’occhio miope,che è più grande del normale, i raggi luminosi cadono davanti alla retina e divergono, formando un’immagine sfocata.

L’emmetropia è lo stato ideale di un occhio che non presenta anomalie di ritrazione (ametropia). L’occhio è perfettamente  a fuoco senza alcun bisogno di utilizzare occhiali o lenti a contatto.

Generalmente i piccoli pazienti miopi strizzano gli occhi e chiudono le palpebre per cercare di mettere a fuoco gli oggetti lontani.

Quanto maggiore è il difetto visivo, tanto minore è la distanza alla quale si vede bene.

La miopia è più frequente difetto visivo al mondo e in Italia ne è presente in circa il 25% della popolazione.

Sulla base dell’entità del difetto, la miopia si può distinguere in lieve (fino a 4 diottrie), media (da 4 a 9 diottrie), elevata ( oltre le 10 diottrie).

L’entità della miopia è correttamente misurata in diottrie. Il suo valore è pari al potere della lente che è necessario anteporre all’occhio per far si che le immagini si formino esattamente sulla retina. Fortunatamente in una percentuale molto piccola di bambini pazienti il difetto visivo si può associare ad una forma di degenerazione retinica, che provoca scarsa visione.

Questo insorge nei bambini piccoli, a 2-3 anni di età, progredendo col passare degli anni per  arrivare anche a valori molto elevati (30 diottrie).

Un tempo, soltanto con l’utilizzo degli occhiali, la miopia poteva essere corretta.

Attualmente il loro utilizzo  è consigliato  per la soluzione migliore.

E’ fondamentale che siano utilizzati continuamente per poter correggere il difetto con successo. L’impiego non corretto o troppo scostante degli occhiali potrebbe provocare la mancata correzione del problema e, di conclusione, l’ambliopia, un’insufficienza che diventa non più curabile dopo i 10-12 anni di età.

Attualmente i bambini possono utilizzare anche le lenti a contatto che non sono inadeguate, ma che devono dimostrare di essere capaci di applicare.

Solitamente si indossano da 12 a 14 anni ma qualcuno le ha applicate all’età di 8 anni.

Occorre insegnare ai bambini alcune regole: non utilizzarle con le mani sporche, pulirle e conservarle negli appositi liquidi di conservazione e non indossarle per troppe ore al giorno.

Luisa  Costa

Consulenza medico scientifica Prof. Giovanni Serra già Primario Neonatologia Ospedale Gaslini Genova

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